sabato 12 marzo 2011

Giappone & Sardegna

Come non esprimere, in questo momento, la nostra profonda vicinanza al popolo giapponese per la tragedia che sta vivendo.
Come non pensare alle migliaia di morti, agli sfollati, alle vittime di questa tragedia.
Come non pensare anche a tutte quelle persone evacuate dalle proprie abitazioni per il rischio (o la realtà) di un drammatico incidente nucleare.

14 commenti:

  1. Gentilissimo, non c'è nessun accostamento relativo al terremoti. E' risaputo che la Sardegna è un territorio con nessun rischio sismico. Non c'è bisogno di saputelli anonimi.
    Si voleva segnalare che un incidente in una centrale nucleare è assolutamente plausibile e può succedere per cause differenti. In questo caso si è trattato di un terremoto, o meglio di un maremoto, in altri casi si può trattare di errori umani e via discorrendo. In Giappone attorno alla centrale hanno evacuato tutti fino a 20 km di distanza. Da qua il parallelo con il nostro territorio.

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  2. E continuo a ripeterti che l'accostamento è puramente forzato......! A chi non vuole il nucleare in Sardegna non interessano queste statische di per se fuorvianti e inutili, ma capire se l'energia ottenuta dall'atomo è conveniente, pulita, e farà risparmiare le famiglie. Abbiamo scoperto che circa 70 mila persone dell'oristanese sarebbero state evacuate in caso di scoppio di una eventuale centrale a s.giusta, e allora??? Perchè non fate lo stesso catastrofismo se scoppiasse la saras nei pressi di cagliari o se i fanghi rossi dell'euroallumina invedesserro tutto il sulcis iglesiente??

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  3. Gentilissimo sarò contento di proseguire la chiacchierata se si firmasse con un nome ed un cognome.
    L'accostamento è sicuramente forzato e paradossale ma confermerà che sempre, nella storia dell'umanità, le tragedie sono paradossali e insensate.

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  4. Si certo, a meno che non vengano stravolte le leggi della geologia e della vulcanologia, tutto può essere.......sta di fatto che nell'immane tragedia giapponese che vedrà circa 20000 vittime, per ora solo una è riconducibile alla centrale nucleare di fukushima (causa il crollo di una gru),tutto il resto fa parte della cosiddetta demagogia associata al nucleare.
    Salvatore Fadda - Bortigali (NU)

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  5. Grazie Salvatore per essersi firmato. Non è divertente dibattere con un "anonimo".
    Il nucleare di per se ha un potenziale di rischio che prescinde dalla sua collocazione.
    Per le condizioni attuali della sardegna, la centrale nucleare italiana sarebbe comunque un non senso. Poi, ritengo che a decidere debbano essere i sardi e non certo il governo italiano.

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  6. Non discuto il merito ma il metodo attuato; se si vuole far capire alla gente che il nucleare non conviene, bisogna parlare di numeri, di costi, di bollette energetiche e di dipendenze da altri paesi. Far passare l'esempio giapponese, non è giusto nei confronti nostri e del popolo nipponico. Hanno dimostrato che le centrali resistono anche a eventi catastrofici, dunque il discorso non reggerebbe; e poi se tiriamo in ballo le centrali, perchè non facciamo altrettanto per le abitazioni, gli ospedali, le stazioni, che da noi sembrano fatte di cartapesta (vedasi l'Aquila).
    Salvatore Fadda

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  7. Infatti il comitato contro il nucleare ha organizzato incontri su tutto il territorio nazionale per spiegare le ragioni del no.
    Questi sono solo esempi di come mettersi in casa una cosa del genere è pura follia.
    Se investissimo seriamente in rinnovabili in sardegna non ci sarebbe tanto da discutere.
    è necessario un piano energetico serio che risponda alle nostre esigenze e non a quelle dello stato italiano. I favori del governo italiano a EDF ed ENEL a noi non interessano granchè.

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  8. 1) Andrea Schinardi (Capoterra). Vorrei esprimere il mio punto di vista. Mio malgrado posso intervenire come parte che l'esperienza del Terremoto l'ha vissuta sulla pelle e nella mente. Credo che l'evento Sismico, fra tutti quelli peggiori possibili sul pianeta, sia il meno risolvibile -prima, durante, dopo- in virtù della sua immane imponderabilità. La Cultura psicologica e la conoscenza giapponese in Sismologia, non ha uguali al Mondo circa la disciplina, auto controllo da assumere durante un evento distruttivo; altresì lo studio ed il monitoraggio delle falde oceaniche. Il senso di una Cultura, sì da essere tramandata in generazioni, non si può improvvisare né presumere la si possa acquisire nell'arco "vitale" di una disgrazia. Il Giappone posa i suoi piedi sopra una cintura vulcanica, in corrispondenza dell'incrocio di 3 placche tettoniche più in movimento del pianeta e conta la presenza di 55 centrali nucleari, una la più grande del Mondo. La centrale di Fukushima, dopo l'evento sismico pari a 9° Richter e conseguente Tsunami, ha promosso tre problemi reciprocamente responsabili alle conseguenze. La struttura edile risale al 1972 quindi opera con un sistema obsoleto e dipende da molti accorgimenti ancora umani; la struttura è testata ad una sollecitazione sismica massima fino al 7° Richter, un grado "ridicolo" per la pericolosità sismica del territorio giapponese; il raffreddamento del reattore non ha avuto successo nel tempo -dovuto- perché IL GRUPPO ELETTROGENO ha smesso di funzionare e la causa è stata attribuita allo Tsunami. Questo significa che i Giapponesi -hanno fallito- pur avendo mosso ed applicato l'esperienza in sismologia più acquisita ed esercitata al Mondo. Il fattore che più di tutti non sarebbe dovuto accadere è stato il crollo strutturale esterno il quale, pur agendo da "rivestimento" si suppone sia quello a poter resistere anche ad un Ciclone distruttivo. Non hanno funzionato le garanzie che fungono da premessa al progetto e sulle quali -non deve essere ammesso- ci possano essere dubbi sulla efficacia incondizionata; in virtù di queste inadempienze, poi, si sono scaturiti i problemi annessi alla centrale. Credo, mai come in questo caso, sia opportuno citare la massima "IL FALLIMENTO NON E' CONTEMPLATO" di Gene Kranz, Direttore della Missione Apollo 13, l'insuccesso meglio riuscito della Nasa. Prima di porsi tutti i problemi che riguardano funzione ed efficacia di una centrale nucleare, quindi sapendo -a priori- in modo capillare tutti i rischi che comporta -prima, durante, dopo- , ci si deve porre il problema più importante, cioè il Criterio di costruzione cui segue quello rivolto alla Sicurezza: entrambi non DEVONO e non POSSONO fallire nemmeno se la Sardegna diventasse zona sismica di 1° Grado, domani.

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  9. 2) Andrea Schinardi (Capoterra).Ammesso e concesso che si decida di prendere possesso di una zona dell'Isola, a prescindere dal modo e da chi, la costruzione in sé -puramente di carattere edile e venale- diventerebbe oggetto di una manipolazione latente, e non, spregiudicata di ogni tipo di mafia, camorra e palazzinari, intenti ad assicurarsi il monopolio in ogni settore edilizio e costruttivo, cui i Sardi non sarebbero minimamente coinvolti come sempre. Questa premessa, che in italia è La Regola, porterebbe a distogliere l'attenzione, la coscienza, la responsabilità, la consapevolezza, da parte di "commissioni preposte al controllo" circa la Divina Osservanza della riuscita Divina di una struttura
    -Preposta- a ricevere e contenere la struttura che funge da Centrale Nucleare, con i problemi -FINALI NON DI MENO IMPORTANTI PIUTTOSTO MAGGIORI- del caso. L'Imponderabile è ciò che fa dell'Uomo un essere finito di per sé e che dovrebbe suggerirgli l'esercizio della Umiltà piuttosto che della Presunzione o Saccenza. L'affidabilità dell'italia, a giro d'orizzonte, è poco più di un cono gelato al cioccolato che sa effettivamente di cioccolato. Se l'Ucraina diminuisce la portata del gas, l'italia deve mettersi in ferie e non può nemmeno disporre di un tubo per suicidarsi con quello stesso gas. L'italia è così bassa che oggi l'India ci gioca a calcio e quando decide di smettere, si porta a casa il pallone perché è suo. L'italia poppa corrente alla Francia, consegna rifiuti alla Germania che sa riciclarli, alleva mafiosi -secondo Cultura centenaria- ma non sa cosa farsene della gente per farla lavorare. Ora. Ditemi se queste sono le condizioni, di partenza di massima, per poter immaginare in prospettiva uno studio -di fattibilità auspicato positivo- per la realizzazione di una centrale nucleare di cui l'italia, oggi e da sola, non potrebbe sostenere nemmeno le spese di esproprio dei terreni di cui nemmeno i sardi stessi non saprebbero esserne possessori.
    Ci hanno chiesto,
    (gli abbiamo dato -a nostra insaputa- ) nell'ordine:
    la costa smeralda, la maddalena e santo stefano, il salto di quirra, sarroch, teulada, e questo accade perchè la Sardegna, nella sua totalità, è disabitata e non fa alcunché affinché ciò diventi un ricordo. L'idea che la Sardegna offre e garantisce al Mondo è di essere un territorio di conquista esterna, senza porre resistenza alcuna all'iniziativa. Alla lunga il Mondo ci crede, ne prende atto, e si sentirà autorizzato alla facoltà di invaderci per ogni tipo di necessità bella o buona che soddisfi LORO e senza che LORO si pongano scrupolo di pensare che cosa ne pensiamo NOI. Ecco. Questo è il punto di partenza su cui porre basi univoche e certe: che cosa vogliamo pensare e credere sia la Sardegna, per i Sardi. Il resto sarà sempre e comunque a prescindere "IL FALLIMENTO NON E' CONTEMPLATO" .
    Grazie, scusate se ho rubato spazio e tempo.

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  10. 1) Andrea Schinardi (Capoterra).
    Vorrei esprimere il mio punto di vista. Mio malgrado posso intervenire come parte che l'esperienza del Terremoto l'ha vissuta sulla pelle e nella mente. Credo che l'evento Sismico, fra tutti quelli peggiori possibili sul pianeta, sia il meno risolvibile -prima, durante, dopo- in virtù della sua immane imponderabilità. La Cultura psicologica e la conoscenza giapponese in Sismologia, non ha uguali al Mondo circa la disciplina, auto controllo da assumere durante un evento distruttivo; altresì lo studio ed il monitoraggio delle falde oceaniche. Il senso di una Cultura, sì da essere tramandata in generazioni, non si può improvvisare né presumere la si possa acquisire nell'arco "vitale" di una disgrazia. Il Giappone posa i suoi piedi sopra una cintura vulcanica, in corrispondenza dell'incrocio di 3 placche tettoniche più in movimento del pianeta e conta la presenza di 55 centrali nucleari, una la più grande del Mondo. La centrale di Fukushima, dopo l'evento sismico pari a 9° Richter e conseguente Tsunami, ha promosso tre problemi reciprocamente responsabili alle conseguenze. La struttura edile risale al 1972 quindi opera con un sistema obsoleto e dipende da molti accorgimenti ancora umani; la struttura è testata ad una sollecitazione sismica massima fino al 7° Richter, un grado "ridicolo" per la pericolosità sismica del territorio giapponese; il raffreddamento del reattore non ha avuto successo nel tempo -dovuto- perché IL GRUPPO ELETTROGENO ha smesso di funzionare e la causa è stata attribuita allo Tsunami. Questo significa che i Giapponesi -hanno fallito- pur avendo mosso ed applicato l'esperienza in sismologia più acquisita ed esercitata al Mondo. Il fattore che più di tutti non sarebbe dovuto accadere è stato il crollo strutturale esterno il quale, pur agendo da "rivestimento" si suppone sia quello a poter resistere anche ad un Ciclone distruttivo. Non hanno funzionato le garanzie che fungono da premessa al progetto e sulle quali -non deve essere ammesso- ci possano essere dubbi sulla efficacia incondizionata; in virtù di queste inadempienze, poi, si sono scaturiti i problemi annessi alla centrale. Credo, mai come in questo caso, sia opportuno citare la massima "IL FALLIMENTO NON E' CONTEMPLATO" di Gene Kranz, Direttore della Missione Apollo 13, l'insuccesso meglio riuscito della Nasa. Prima di porsi tutti i problemi che riguardano funzione ed efficacia di una centrale nucleare, quindi sapendo -a priori- in modo capillare tutti i rischi che comporta
    -prima, durante, dopo- , ci si deve porre il problema più importante, cioè il Criterio di costruzione cui segue quello rivolto alla Sicurezza: entrambi non DEVONO e non POSSONO fallire nemmeno se la Sardegna diventasse zona sismica di 1° Grado, domani.

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  11. 2) Andrea Schinardi.
    Ammesso e concesso che si decida di prendere possesso di una zona dell'Isola, a prescindere dal modo e da chi, la costruzione in sé -puramente di carattere edile e venale- diventerebbe oggetto di una manipolazione latente, e non, spregiudicata di ogni tipo di mafia, camorra e palazzinari, intenti ad assicurarsi il monopolio in ogni settore edilizio e costruttivo, cui i Sardi non sarebbero minimamente coinvolti come sempre. Questa premessa, che in italia è La Regola, porterebbe a distogliere l'attenzione, la coscienza, la responsabilità, la consapevolezza, da parte di "commissioni preposte al controllo" circa la Divina Osservanza della riuscita Divina di una struttura
    -Preposta- a ricevere e contenere la struttura che funge da Centrale Nucleare, con i problemi -FINALI NON DI MENO IMPORTANTI PIUTTOSTO MAGGIORI- del caso. L'Imponderabile è ciò che fa dell'Uomo un essere finito di per sé e che dovrebbe suggerirgli l'esercizio della Umiltà piuttosto che della Presunzione o Saccenza. L'affidabilità dell'italia, a giro d'orizzonte, è poco più di un cono gelato al cioccolato che sa effettivamente di cioccolato. Se l'Ucraina diminuisce la portata del gas, l'italia deve mettersi in ferie e non può nemmeno disporre di un tubo per suicidarsi con quello stesso gas. L'italia è così bassa che oggi l'India ci gioca a calcio e quando decide di smettere, si porta a casa il pallone perché è suo. L'italia poppa corrente alla Francia, consegna rifiuti alla Germania che sa riciclarli, alleva mafiosi -secondo Cultura centenaria- ma non sa cosa farsene della gente per farla lavorare. Ora. Ditemi se queste sono le condizioni, di partenza di massima, per poter immaginare in prospettiva uno studio -di fattibilità auspicato positivo- per la realizzazione di una centrale nucleare di cui l'italia, oggi e da sola, non potrebbe sostenere nemmeno le spese di esproprio dei terreni di cui nemmeno i sardi stessi non saprebbero esserne possessori.
    Ci hanno chiesto,
    (gli abbiamo dato -a nostra insaputa- ) nell'ordine:
    la costa smeralda, la maddalena e santo stefano, il salto di quirra, sarroch, teulada, e questo accade perchè la Sardegna, nella sua totalità, è disabitata e non fa alcunché affinché ciò diventi un ricordo. L'idea che la Sardegna offre e garantisce al Mondo è di essere un territorio di conquista esterna, senza porre resistenza alcuna all'iniziativa. Alla lunga il Mondo ci crede, ne prende atto, e si sentirà autorizzato alla facoltà di invaderci per ogni tipo di necessità bella o buona che soddisfi LORO e senza che LORO si pongano scrupolo di pensare che cosa ne pensiamo NOI. Ecco. Questo è il punto di partenza su cui porre basi univoche e certe: che cosa vogliamo pensare e credere sia la Sardegna, per i Sardi. Il resto sarà sempre e comunque a prescindere "IL FALLIMENTO NON E' CONTEMPLATO" .
    Grazie, scusate se ho rubato spazio e tempo.

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  12. Michele Floris14 marzo 2011 11:45

    Ciao Fra, un'altro rompipalle dalla Regione del Marghine. Io scrivo per due cose, non sono contrario in linea di principio alle centrali nucleari, ma mi oppongo comunque per due cose:
    a) in linea economica non è vero che sono così "convenienti", ho letto da qualche parte che anche l'uranio non è esattamente a buon prezzo e che il prezzo sale costantemente perchè e da parecchio tempo che non si trovano più "filoni" di grande produttività,
    b) preferisco come molti pagare un pò di più l'energia anche si ricavata da fonti rinnovabili perchè a lungo andare il costo sociale è più basso,
    c) in Sardegna c'è già eccesso di produzione di energia elettrica, semmai le tasse che gravano sul prezzo che in Sardegna paghiamo che fanno alzare il prezzo, poi comunque una centrale che comunque verrebbe "accesa" fra non prima di 10 - 15 anni non mi ispira, specie se è solo per "esportarla" in Italia.
    Ciao
    Michele Floris, Macumere

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  13. Ti ringrazio Andrea per la riflessione postata. Lucida, argomentata e ricca di spunti interessanti. Grazie ancora!

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  14. Grazie anche a te Michè, anche io circa 2/3 annetti fa non ero contrario al nucleare. Cioè, mi spiego meglio, non ero a conoscenza di elementi che potessero spingermi aprioristicamente a schierarmi contro questa scelta.
    Insomma, libero da impostazioni ideologiche, ero pronto a confrontarmi con le argomentazioni delle parti avverse per farmi un idea a riguardo.
    Inutile dire che mi sono bastate un pò di letture, un pò di convegni e qualche approfondimento tecnico per percepire in quale stato fosse il sistema energetico sardo e quali fossero le potenzialità di altre scelte rispetto al nucleare.

    Per questo mi piace affermare che sono diventato un antinuclearista per scelta e non per grazia divina.
    Frantziscu

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