sabato 4 giugno 2011

E se al referendum italiano del 12 e 13 giungo i sardi rifiutassero o annullassero la scheda sul nucleare?

Questo commento a tanti sembrerà una provocazione ma ho imparato in questi anni di attivismo repubblicano a guardare tutto ciò che mi succede attorno con gli occhi di chi convintamente lavora per costruire una Repubblica sarda indipendente. Di conseguenza ogni occasione può risultare buona per rafforzare una tale scelta, dandogli forza e sostanza.

Il 12 e 13 Giugno si voterà in Italia per 4 referendum: uno riguardante il legittimo impedimento, due la gestione dell'acqua e uno il nucleare.
Se tutti i sardi, che si recheranno alle urne, decidessero di non votare per il referendum sul nucleare, restituendo la scheda o annullandola, dimostrerebbero che il parere espresso il 15 e 16  maggio è più che sufficiente per ribadire all'Italia ed al suo governo che gli unici abilitati a decidere il futuro di questa terra siamo Noi  e nessun altro.
A prescindere da ciò che voteranno gli italiani il nostro parere riguardo all'installazione di centrali nucleari è già stato espresso da circa 870 mila elettori.
I cittadini di questa terra, della nostra nazione, hanno detto "No al nucleare" e nulla si dovrebbe poter aggiungere a tale volontà.
Sarebbe interessante vedere un gesto di sovranità di questo tipo. Anche se ci vorrebbe una coscienza nazionale ben più sviluppata di quella attuale per far passare un gesto simile.
In fondo il nostro peso in termini elettorali all'interno dello stato italiano è piuttosto limitato e se gli italiani decidessero di votare a favore del nucleare la nostra volontà verrebbe travolta da legittime scelte d'altri.
Un'elettore sardo, invece, che restituisce o annulla la scheda relativa al nucleare potrebbe affermare, in questo modo, due concetti in maniera chiara:
- Io, cittadino sardo, appartengo ad una nazione distinta da quella italiana.
- Il mio popolo non riconosce alcuna sovranità esterna capace di mettere a repentaglio il proprio futuro.

Si tratterebbe di un gesto simbolico, questo è certo. Quello sardo è un referendum consultivo mentre quello italiano è abrogativo. Due strumenti differenti con finalità differenti.
Sinceramente non mi interessa granché l'aspetto formale, ciò che mi interessa è la capacità di autodeterminazione  della mia gente e la possibilità di far crescere la coscienza nazionale del popolo a cui appartengo.
Alla democrazia formale preferisco di gran lunga una democrazia sostanziale.

Frantziscu Sanna

ps. Spero che questo post favorisca perlomeno una discussione a riguardo. Le scelte, anche le più banali, vanno sempre ragionate per le conseguenze che comportano.

ecco i pezzi che concludono la provocazione:
http://www.frantziscusanna.net/2011/06/chi-secondo-te-dovrebbe-poter-decidere.html
http://www.frantziscusanna.net/2011/06/tutti-votare-contro-il-nucleare-ma-con.html

4 commenti:

  1. Certo, Fra, sarebbe molto bello assistere a un atto del genere, il quale dimostrerebbe una piena e matura consapevolezza nazionale dei cittadini sardi.
    Stando alla situazione attuale, forse qualche centinaio di persone se la sentirebbe di rifiutare la scheda del referendum sul quesito nucleare, e più che una provocazione sarebbe un puro gesto politico, volto a sottolineare la volontà e la capacità di sardi di autodeterminarsi e decidere sul proprio futuro energetico.
    Io avrei apprezzato se un giornale intelligente come l'Internazionale avesse menzionato l'esito dello scorso referendum sul nucleaare in Sardegna. Ma evidentemente i ballotaggi all'italiana di Milano e Napoli erano molto più appetibili...

    RispondiElimina
  2. Hai ragione My, ciò che manca è la coscienza.
    Il 15 e 16 maggio per una attimo ci siamo mascherati da popolo consapevole capace di scegliere il proprio futuro e di ritagliarsi una piccola fetta importante di sovranità.
    Tuttavia noi repubblicani sappiamo che tutto ciò ha bisogno di essere quotidianamente rafforzato e supportato. Il mio è un modo come un altro per provocare il dibattito. Che siamo contro il nucleare si sa con chiarezza. Che ci sia voglia di conquistare nuovi pezzi reali di sovranità.... non saprei.

    RispondiElimina
  3. Non credi che i cittadini sardi non debbano perdere questa occasione per:
    1. ribadire il rifiuto al nucleare
    2. essere sicuri che tale rifiuto valga su tutto il territorio italiano
    3. dare prova di una grande sensibilità ambientale, finalmente
    4. dare prova di un grande senso civico, finalmente.

    RispondiElimina
  4. Gentile marco, puoi leggere ai seguenti link come concludo la provocazione:
    http://www.frantziscusanna.net/2011/06/chi-secondo-te-dovrebbe-poter-decidere.html
    http://www.frantziscusanna.net/2011/06/tutti-votare-contro-il-nucleare-ma-con.html

    Non si tratta di senso civico. Per noi indipendentisti si tratta di una questione nazionale.

    RispondiElimina

Post più popolari